Incidenti mortali: per ogni familiare risarcimento personale

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Nell’aprile 2013 la sentenza della Cassazione n. 9231 ha stabilito in che modo debba essere ripartito il danno subito dai familiari della vittima di un incidente stradale mortale. Qualora l’incidente abbia provocato il decesso del malcapitato, infatti, tutti i familiari di quest’ultimo hanno diritto ad un risarcimento che dovrà essere valutato caso per caso, in base all’entità del danno provocato dalla morte improvvisa del congiunto.

Valutazione personalizzata sul danno morale ed esistenziale

In altri termini, la Corte ha sentenziato che ogni familiare di una vittima di incidente mortale abbia un diritto autonomo, rispetto agli altri familiari coinvolti, di ricevere un risarcimento completo del danno. Per la precisione, la valutazione del risarcimento dovrà stimare, in primo luogo, l’entità del danno morale, ovvero la gravità della ripercussione emotiva che la psiche del soggetto ha dovuto sopportare a causa della perdita subìta; in secondo luogo, dovrà essere valutato in che modo sono stati alterati le abitudini e gli assetti familiari nel soggetto e la gravità delle ripercussioni che il decesso del congiunto ha avuto sulla vita familiare del soggetto.

Per queste ragioni, la Cassazione rifiuta di stabilire come liquidazione del danno una somma uguale per tutti i congiunti:

Ciascuno dei familiari superstiti ha diritto ad una somma di entità proporzionata alla durata e all’intensità del vissuto, alla composizione del restante nucleo […], alla personalità individuale di costoro, alla loro capacità di reazione e di sopportazione del trauma e ad ogni altra circostanza del caso concreto.

La sentenza della Cassazione accoglie il ricorso del coniuge superstite

Basandosi su queste premesse, la Corte degli Ermellini ha stabilito che, nel caso in cui il Giudice decida di liquidare il danno in parti uguali per tutti i congiunti, egli dovrà rendere evidente e chiaro il processo logico che lo ha condotto a tale sentenza, spiegando in modo dettagliato e approfondito le ragioni della sua decisione.

La Cassazione ha concesso quindi il ricorso proposto da parte della moglie e dai 4 figli della vittima, rigettando la decisione del Giudice di risarcire tutti i congiunti con una somma di denaro divisa in parti uguali: la decisione di quest’ultimo si è dimostrata frutto di una mancata valutazione “dell’incidenza dell’improvvisa e definitiva interruzione del rapporto familiare sul coniuge superstite, sia sotto l’aspetto dell’intensità del dolore emotivo, sia sotto quello della definitiva perdita dell’apporto dell’altro genitore nella cura e nella formazione dei figli, né dell’incidenza di tali aspetti su questi ultimi, per tutta la vita che sarebbe rimasta al padre, secondo l’aspettativa media di essa se non fosse stata improvvisamente stroncata”.

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