Oltre 4mila € ad un dipendente infortunato

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Incidente stradale per un portalettere durante le ore di servizio: grave danno al dito anulare, amputata la terza falange.

LA VICENDA

Un portalettere di “Poste Italiane” nell’ottobre del 2003 è rimasto vittima di un incidente di servizio mentre era alla guida del motociclo aziendale in un comune siciliano. L’incidente è avvenuto in quanto il mezzo non era idoneo a percorrere strade sconnesse e prive di asfalto. Nella caduta a terra, il lavoratore ha subito un danno alla mano, consistito nell’amputazione della falange ungueale del quarto dito.

RICHIESTA DI RISARCIMENTO DANNI

L’infortunato si è dunque mosso per vie legali chiedendo al datore di lavoro il risarcimento danni. La richiesta viene ritenuta fondata sia dai giudici del Tribunale che da quelli della Corte d’appello: “Poste Italiane” è stata condannata a versare al proprio dipendente «2mila e 685 euro per il danno biologico» e «1.330 euro per il danno morale».
«L’infortunio si era verificato per l’inadeguatezza del mezzo alla percorrenza di sedi stradali non asfaltate e particolarmente sconnesse» scrivono i Tribunali.

La Corte di Cassazione si è pronunciata a marzo di quest’anno dopo l’ulteriore ricorso di “Poste Italiane” che obiettava le sentenze, cercando di dimostrare la correttezza e la buonafede dell’azienda, chiamando in causa anche il Comune per «l’omessa manutenzione della strada in cui si era verificato l’incidente».
Inutile il ricorso, inutile il richiamo al «certificato di omologazione» del motoveicolo. Incontestabile, secondo i giudici, «la responsabilità della società», colpevole di «non avere dotato il dipendente di un mezzo adeguato alle particolari caratteristiche delle sedi stradali – non asfaltate e particolarmente sconnesse – da percorrere nell’espletamento della prestazione lavorativa».

Tag# Incidenti sul lavoro

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