Morti sul lavoro: dati ufficiali e considerazioni

caschetto protettivo in terra, Infortunistica Tossani

Facendo una valutazione incrociata tra i dati ufficiali dell’INAIL e quelli registrati dall’Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro, il risultato è innegabilmente chiaro ed allarmante: il 2017 si sarebbe concluso con 632 decessi nei luoghi di lavoro (641 nel 2016), 1.350 considerando anche gli infortuni mortali avvenuti nel tragitto tra casa e lavoro (oltre 1.400 nel 2016).

I numeri dell’Osservatorio indipendente parlano di 13 mila morti censiti negli ultimi 10 anni, decessi molto probabilmente evitabili se fossero state messe in pratica tutte le normative di sicurezza previste dalla legge.

Questa consapevolezza rende ancora più amaro il pensiero di tutte quelle persone e delle loro famiglie che hanno dovuto affrontare un lutto inaspettato e violento.

Le cause sono ormai conosciute: caduta senza caschetto protettivo, senza funi di sicurezza o scarpe antinfortunistica, decesso perché schiacciati sotto mezzi pesanti (molto frequente nel settore dell’agricoltura ma non solo…), una lista che potrebbe continuare a lungo.

L’Osservatorio indipendente sul lavoro

Negli ultimi 10 anni l’Osservatorio ha contribuito a fornire un accurato censimento riguardo i decessi sul lavoro. L’organizzazione è nata il 1° gennaio 2008 per iniziativa dell’ex operaio metalmeccanico Carlo Soricelli il quale, in seguito alla tragedia della Thyssenkrupp di Torino che ha visto la morte di 7 operai, ha deciso di fondare l’Osservatorio in memoria di questi lavoratori.

L’Osservatorio continua tuttora a registrare cifre preoccupanti: tra gli ultimi dati rilasciati, risalenti al 6 giugno, i morti sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno 2018 sarebbero infatti già 304.

I dati ufficiali dell’INAIL

I dati ufficiali registrati dall’INAIL confermano l’evidente gravità della situazione. Il 2017 si sarebbe concluso con un aumento di decessi del +1,8% rispetto al 2016.

Nonostante vada tenuto conto che l’aumento dei morti sul lavoro ha subito un incremento anche perché influenzato da un aumento dell’occupazione, ciò non toglie che si tratti comunque di cifre inaccettabili.

Come specifica il Corriere della Sera in un articolo del 16 gennaio 2018:

Gli aumenti più sensibili, in valore assoluto, si sono registrati in Lombardia (con più 2.340 denunce di infortuni mortali sul lavoro) ed in Emilia Romagna (più 1.696), mentre le riduzioni maggiori sono da attribuire alla Sicilia (meno 1.171) e Puglia (meno 933).

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