Legge Gelli: novità sulla responsabilità medica

Malasanità articolo del blog, Infortunistica Tossani

La Responsabilità medica è diventata legge in quanto il Ddl Gelli recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, è stato approvato.

La finalità è di avere creato uno strumento atto a semplificare il rapporto medico-paziente, introducendo forme più agevoli di risarcimento del danno da malasanità, ma anche prevedendo nuove tutele per il medico. Vediamo insieme in cosa consisterà la nuova legge.

Responsabilità Civile del Medico: cosa cambia

La più incisiva modifica introdotta dal ddl è quella inerente la nuova forma di responsabilità civile del medico. Il professionista, infatti, se accusato di aver provocato un danno, in via generale potrà rispondere solo di responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c., senza che possa più profilarsi in modo automatico quella strettamente contrattuale ex art. 1218 c.c.

La differenza risiede nel fatto che è ora invertito l’onere della prova, addossato al paziente che si ritiene danneggiato, che dovrà dimostrare per primo la colpa del medico in questione. Lo stesso dovrà provare l’evento (la lesione), la causa (colpa del medico), ed il nesso di causalità tra condotta ed evento.

Responsabilità Contrattuale Struttura Ospedaliera

La responsabilità contrattuale rimane per la struttura ospedaliera, pubblica e privata, che, in quanto soggetto economicamente più solido, assicura un risarcimento più celere al paziente danneggiato.

Responsabilità Penale del medico: cosa cambia

L’altra novità risiede nell’introduzione nel codice penale dell’ art. 590-sexies (responsabilità colposa per morte o per lesioni personali in ambito sanitario). L’imperizia a causa della quale un paziente subisca un danno è punibile solo se frutto di colpa grave. Tuttavia, il medico è sollevato da responsabilità penale se dimostrerà di aver rispettato le linee guida o le buone pratiche assistenziali.
Sul versante penalistico, quindi, il medico potrà essere accusato solo di omicidio colposo o lesioni personali: al di fuori di queste due casistiche, sarà sollevato da qualsiasi responsabilità penale qualora dimostri di aver rispettato le linee guida pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità.

Conciliazione stragiudiziale e obbligo assicurativo

Come strumento deflattivo del contenzioso, il ddl Gelli ha introdotto l’obbligo del tentativo di conciliazione stragiudiziale, a pena di improcedibilità dell’azione processuale.

Infatti, in alternativa alla mediazione obbligatoria viene data la ,possibilità di richiedere un Atp(accertamento tecnico preventivo) nel quale, entro 6 mesi, si deve decidere il caso alla luce della valutazione di un consulente tecnico d’ufficio del giudice ( medico legale specializzato adiuvato da specialisti per la tipologia medica interessata).

Devono essere presenti il danneggiato, la struttura sanitaria e l’assicurazione e quindi tale procedura si può concludere con un accordo, alla luce della ctu, o con un disaccordo e in quel caso, entro 90 giorni(termine tassativo) il danneggiato può intraprendere il giudizio di merito davanti al tribunale.

Come si può ben comprendere questa legge richiede la presenza di professionisti del settore di altissimo livello in grado di valutare la presenza di responsabilità medica , analizzando dettagliatamente le cartelle cliniche, gli esami strumentali e quindi di instaurare l’Atp al fine di vedere riconosciuto il risarcimento di un danno da malasanità.

Per questo l’Infortunistica Tossani rappresenta una struttura leader in questa tipologia di danni che da anni segue, affronta e risolve in maniera positiva.

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