Ministero deve risarcire per contrazione epatite C in ospedale

Un uomo, ricoverato presso una struttura ospedaliera romana, deve sottoporsi ad un intervento chirurgico di protesi all’anca.
Per la buona riuscita dell’operazione gli vengono somministrate sacche di sangue, rivelatesi, poi, infette da epatite virale di tipo C.

Il paziente, contratta la patologia, avanza di conseguenza una richiesta di risarcimento danni nei confronti del Ministero della Salute.
Domanda accettata in Primo Grado: il Ministero viene condannato ad elargire una somma risarcitoria dell’ammontare di 350.000€, causa la condotta omissiva relativa ai controlli sul sangue per le trasfusioni.
Inutile il ricorso in appello del dicastero: la Corte conferma quanto precedentemente stabilito.

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