Buca sul marciapiede

Il Tribunale esonera il Comune dal risarcimento danni

17 anni fa, in un piccolo paese in Calabria, una donna cade, durante una passeggiata, a causa di una buca in un marciapiede e subisce diversi danni.
Dopo la guarigione, apre un contenzioso legale con il Comune per chiedere il risarcimento danni.

Il Giudice di Pace ritiene corretta l’azione legale della donna e considera evidente la responsabilità del Comune “per avere omesso di svolgere la manutenzione della strada e per non avere segnalato la buca”, condannandolo ad un risarcimento di quasi 3.900€.
Ma il Comune fa ricorso e il Tribunale libera, a sorpresa, l’ente locale da ogni onere risarcitorio in favore della donna. Secondo il Tribunale non vi è nessun dubbio sul fatto che lo stesso avrebbe dovuto vigilare e controllare il proprio bene, ma è prevalente la constatazione del “comportamento disattento” della persona danneggiata a fronte della “prevedibilità dell’insidia”. In altre parole: nel momento della caduta della donna, la buca sul marciapiede era evidente e visibile e pertanto la stessa è caduta a causa di una sua disattenzione. Basta questo per il Tribunale per liberare il Comune dall’onere di dover risarcire la donna.
Quest’ultimo giudizio viene condiviso anche dalla Corte di Cassazione. I giudici riferiscono che “il Comune, custode della strada, ha fornito la prova del caso fortuito, integrato dal comportamento imprudente della persona danneggiata che, in presenza di una cosa potenzialmente pericolosa, non ha posto in essere tutte le cautele esigibili in relazione alle condizioni di luogo, di tempo e di visibilità dei luoghi”.

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