Risarcimento per danno da stress da inquinamento acustico

Danno da inquinamento acustico

In che modalità può essere considerato argomento valido per la richiesta di un risarcimento?

La risposta al quesito arriva direttamente da una recente sentenza della Cassazione legata ad un episodio avvenuto nel 1995. Una coppia di coniugi aveva denunciato il bar sotto casa accusando i gestori di aver provocato nella loro vita familiare un forte stress a causa della musica troppo alta durante le ore notturne.

Inquinamento acustico e risarcimento danni

A chi non è mai successo di esser disturbato da rumori molesti durante la notte? Solitamente si tratta di episodi sporadici legati al traffico della strada o a persone troppo esuberanti che al rientro da una serata fanno baccano durante le ore piccole. Insomma, niente che possa creare un disagio continuo e patologie mediche nelle persone che vengono infastidite dai rumori.

Nel caso in questione però, ai due coniugi interessati è stata stravolta la vita a causa di musica e rumori molesti provenienti dal bar sotto casa.
Aperto dalle 22 alle 6 del mattino, il locale infastidiva i coniugi dell’appartamento soprastante con musica assordante continua. Un avvenimento che si ripeteva tutte le notti, provocando nella coppia un profondo disagio legato all’impossibilità di riposare serenamente.

La Cassazione impone un risarcimento per danno da stress da inquinamento acustico

Il danno psico-fisico subito dalla coppia è stato confermato dalla Corte di Cassazione, che, con una sentenza di quest’anno, ha rilevato un danno da stress da inquinamento acustico, imponendo così alla società proprietaria del bar di pagare un risarcimento in denaro pari a 10mila euro per il marito e 20mila euro per la moglie (Cassazione, sez. II Civile, ordinanza n. 16408/17).

A nulla sono valsi i tentativi di evitare il contenzioso da parte dei titolari del bar che, nel frattempo, hanno provveduto all’insonorizzazione della struttura. Ma il danno morale vissuto dalla coppia, ossia “la lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria abitazione e la lesione del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane”, è stato certificato dalle cartelle cliniche della donna. È stata infatti attestata “una patologia ansioso-depressiva, direttamente causata dalla situazione di inquinamento acustico”.

Non è detto che chiunque si sia trovato a vivere una situazione analoga, abbia pensato alla possibilità di ottenere un risarcimento: con questa sentenza la legge ci dimostra però che, anche i forti rumori molesti notturni, quando vanno a ledere la libertà dell’individuo di vivere una serena vita familiare, possono essere dannosi per la salute e quindi i danni provocati sono risarcibili.